Tutti conoscono la
liquirizia, tutti l' hanno assaggiata prima o poi sotto forma di barrette o
caramelle o qualcos'altro, ma pochi probabilmente sanno come è fatta la pianta
allo stato selvatico. Cercheremo allora di rivelarne il " mistero ".
La liquirizia è
impiegata in molti campi, dall'industria pasticcera a quella della birra ed
inoltre possiede svariate proprietà officinali.
La Liquirizia, ovvero la Glycyrrhiza glabra, fa parte della famiglia delle Leguminosae e cresce spontanea nell'Italia centro-meridionale. Le foglie sono composte e appiccicaticce, i fiori sono violacei e i frutti sono a forma di baccelli contenenti semi.
TEMPO BALSAMICO :
Autunno
La Liquirizia è un ottimo sedativo della tosse ed aiuta anche a combattere il raffreddore. Nelle tisane armonizza l'energia delle altre erbe e dà anche alla bevanda un buon sapore. E' inoltre utile come colluttorio e come emolliente. Può essere usata anche per combattere la dipendenza dall'alcool o dal fumo. Sconsigliata a chi soffre di ipertensione arteriosa.
2-3% di radici per via interna o 5% per via
esterna .
50 gr di radici di liquirizia
50 gr di radici di saponaria
1 cucchiaio per tazza.
La liquirizia è molto utilizzata dall'industria dolciaria per preparare caramelle, liquori o dolci. Le sue radici possono essere anche masticate o succhiate. Un uso eccessivo però può provocare innalzamento della pressione arteriosa.
1 litro di grappa
1 bastoncino di liquirizia
Mettete la grappa sulla liquirizia tagliata a pezzi e lasciate il recipiente al sole ben chiuso per un mese. Dopo riponetelo al buio, magari in cantina, per un altro mese, quindi filtrate e consumate dopo almeno 4 mesi.