Il nome di questa pianta deriva dal latino medievale e significa “fumo della terra”: una particolarità, infatti, della Fumaria è quella di emanare una specie di fumo quando viene strappata, simile al fumo dell’acido nitrico bruciato. Comunque il nome di questa pianticella può essere dovuto anche al fatto che quando la sua linfa viene messa a contatto con gli occhi questi lacrimano come se ci fosse del fumo oppure al fatto che il suo fogliame si allarga sul terreno in maniera simile a una nuvola di fumo. La leggenda, inoltre, racconta che la pianta è nata dai vapori terrestri e da qui il suo nome di Fumaria.
Spesso la Fumaria si trova nei terreni coltivati ed è quindi considerata dai contadini una pianta infestante, data soprattutto la sua facilità a diffondersi ovunque e rapidamente.
La Fumaria
appartiene alla famiglia delle Papaveraceae, diffusa in Europa, in Asia
centrale, in Africa orientale e anche in America settentrionale. Fiorisce da
gennaio a settembre e presenta oltre venti fiori rosa-porpora su ogni spiga. Le
sue foglie sono lunghe, esili e sottili e il frutto è un achenio. Cresce nei
terreni incolti, sui cigli delle strade, nei coltivi e nelle siepi, dal mare
alla collina.
Marzo – Aprile
La Fumaria è depurativa, tonica, stimolante, diuretica e lassativa. E’ un buon decongestionante per il fegato e la cistifellea e per uso esterno è usata contro le congiuntiviti, eczema e dermatiti.
Come il Papavero, anche questa pianta contiene alcaloidi, anche se in quantità minore, quindi è bene non usarne in quantità inadeguata: dosi basse, infatti, possono essere stimolanti, dosi alte deprimenti, soprattutto per il sistema circolatorio e respiratorio.
1-3% per via
interna; 3-5% per via esterna
30 gr di Fumaria
20 gr di foglie
di Saponaria
20 gr di Viola
10 gr di Vitalba
10 gr di Ancusa
10 gr di
Borragine