"Una spiga di fiori, anzi di
dita
spruzzolate di sangue,
dita umane"
Così
Giovanni Pascoli descrive questa pianta, dita umane macchiate di sangue. Ed è
proprio la forma simile a un ditale dei suoi fiori a dare il nome alla Digitalis
purpurea, che in inglese, invece, si chiama Foxglove, cioè guanto di
volpe.
Il primo a scoprire
le proprietà medicamentose di questa pianta è stato il medico inglese William
Withering, che le ha descritte nel suo famoso libro "An Account of the
Foxglove". La Digitale infatti possiede preziosi glucosidi responsabili
degli effetti cardiocinetici che tutt'oggi sono ancora insostituibili da altri
principi di sintesi nel trattamento delle malattie
cardiache. Per questo
la pianta è molto utilizzata nella terapia medica.
La
Digitale possiede inoltre proprietà diuretiche e
cicatrizzanti, ma è altamente
sconsigliata per uso domestico data la sua elevata tossicità. Infatti le sue
foglie e i suoi semi possiedono una sostanza velenosa che se ingerita può
provocare seri problemi o addirittura la morte: sono sufficienti 20 gr di foglie
secche o 40 di fresche per uccidere un uomo. I primi sintomi di intossicazione
sono la nausea, diarrea, battito cardiaco lento e forte, vertigini, convulsioni.
La
Digitale è una bella pianta che fiorita, cioè da maggio a luglio, presenta
fiori rosso-porpora all'apice del fusto. In Italia allo stato spontaneo si trova
solo in Sardegna.